PREVENZIONE E MALATTIA: IL PUNTO DI VISTA OLISTICO
Oggi, a causa di una progressiva specializzazione della medicina, parlare di punto di vista olistico non vuol dire altro che rifarsi alla Medicina in senso lato che era stata praticata fino agli inizi del secolo scorso.
Olos significa intero: quindi punto di vista olistico significa considerare l’essere umano tutto intero: corpo, mente, anima, o, per essere più specifici, corpo fisico e corpi sottili insieme (intendendo con questi quella nube di particelle che circonda il nostro corpo, e che è stata via via chiamata come corpo energetico, aura, biofields, e altro).
La malattia è uno stato di malessere più o meno obiettivabile (a seconda dei mezzi della diagnostica medica), che ha lo scopo di orientare i nostri comportamenti nella direzione voluta dall’anima. Ad esempio, se non mi sto riposando abbastanza, mi ammalo, così sarò costretto a stare a letto e a riposarmi; se ho giocato troppo a tennis, una tendinite mi costringerà ad interrompere quest’attività.
Ovviamente, se i nostri comportamenti seguiranno in armonia le volontà dell’anima non ci sarà alcun bisogno di ammalarsi.
Questa, in estrema sintesi, il postulato di base della medicina “olistica”. La malattia, il sintomo, sono alleati, per indicarci la strada voluta da una parte superiore di noi stessi. Da cui si capisce perché tanti medici olistici siano così contrari alla soppressione del sintomo. Se sopprimo un sintomo utile, come farà l’anima a parlare? E’ ovvio che sarà costretta a far nascere un altro sintomo in un’altra parte del corpo.
Tutto questo, data la presenza di un’altra medicina, volta allo stato di benessere fisico, e quindi volta alla scomparsa dei sintomi fisici, rende il tutto molto meno leggibile, perché la soppressione di alcuni sintomi porta poi alla comparsa di altri, oltre all’insorgenza di effetti collaterali da farmaci. Col tempo il meccanismo sintomo-messaggio-comprensione del messaggio-scomparsa del sintomo è avvolto in un groviglio di sintomi e terapia, che può aggravarsi con un circolo vizioso.
Agire sui corpi sottili può portare a favorire la trasmissione del messaggio che si è manifestato nel corpo, e la sua comprensione sul piano della consapevolezza o attraverso dei comportamenti inconsci che portano sulla strada indicata dall’anima.
Ecco dunque che medicine che agiscono su tale substrato possono agire in modo causale: Agopuntura, Omeopatia, Fiori di Bach,, e altre. Ecco il significato di qualche aggravamento iniziale, che porta ad evidenziare il primo sintomo voluto dall’anima, che era stato poi nascosto nella rete dei vari strati che la medicina convenzionale vi aveva sovrammesso.
Ecco perché, accanto o dopo un approccio medico convenzionale che porti a stare sufficientemente bene per riflettere è utile affiancare medicine olistiche, oppure sostituirle, via via che la persona si riprende, ai farmaci convenzionali.
Avendo passato trenta anni del mio lavoro come medico nel campo della prevenzione oncologica, è ovvia che mi sia posta la domanda di come questa attività medica moderna (decisamente più moderna della medicina farmacologica, iniziando dal 1940 in poi) influenzi quel percorso di messaggio dall’anima alla mente attraverso un sintomo fisico.
Prendiamo il caso del tumore della cervice uterina. Nel 1800, ad esempio, un sintomo tumore della cervice uterina portava un messaggio forte di cessazione della fertilità, a volte anche della vita sessuale.
Se oggi una ragazza che effettua uno screenig mediante Pap test scopre di essere positiva al test e da lì procede con una terapia per evitare l’insorgenza di tumore, che messaggio riceve? Sicuramente , essendo questa malattia legata ad un virus a diffusione sessuale, a molte verrà fatto di interrogarsi sulla propria vita sessuale. Forse la comprensione che l’anima richiede sul tema sarà sufficiente a far scomparire il sintomo, e dunque tutto finirà lì. Forse no, e allora si assisterà magari ad una recidiva. Certo non farà riflettere la persona sull’attività riproduttiva(visto che questa non viene intaccata dalle terapie attuali), ma si può star certi che, se questo è il messaggio che l’anima voleva trasmettere, ci saranno tante altre occasioni di farlo pervenire alla mente (viste le numerose possibilità di infertilità che un corpo può realizzare per dialogare con la propria coscienza).
In pratica la prevenzione sembrerebbe non alterare (al contrario della terapia farmacologica) il percorso sintomo- consapevolezza, semplicemente lo rende più morbido sul piano fisico, senza cambiare l’effetto voluto.
Non so cosa accadrà con l’avvento del vaccino per HPV; forse l’anima sarà costretta ad utilizzare altri sintomi (nell’apparato riproduttivo/sessuale della donna) per dialogare con la mente.
Nel caso di una prevenzione oncologica che si basi sulla diagnosi precoce (ad esempio i tumori del seno) l’analisi è ancora più semplice, perché di fatto l’impatto di questo tipo di malattia sulla coscienza è solo un po’ più morbida rispetto al secolo scorso, restando sempre una malattia potenzialmente mortale.
Ammorbidire l’impatto di un messaggio senza negarlo, vuol dire facilitarne la comprensione, perché il corpo fisico sta sufficientemente bene per avere la capacità di riflettere. L’uso di medicine che agiscano sui campi sottili in questi casi può essere quanto mai utile per facilitare la comprensione e dunque portare alla diminuzione delle recidive (che nascerebbero con l’intento di “repetita iuvant” nel caso di resistenze della persona alla comprensione).
Credo che un uso integrato di medicina farmacologica, chirurgica, e medicine dei corpi sottili siano la nuova frontiera dell’arte medica del futuro.